La prima cosa che noti di Anoushkha Anand, 22 anni, è la dolcezza con cui si rapporta con gli altri, specialmente con i bambini. I suoi occhi brillano e il suo sorriso incanta quando parla del suo lavoro come “Fellow” (insegnante) di Teach for India (TFI), una costola dell’organizzazione internazionale Teach for All.  

 

Non fatevi ingannare. Dietro la dolcezza si nasconde una grande forza interiore, che cresce man mano che Anoushka si rende conto dell’importanza del suo operato. Ormai è alla fine del suo contratto biennale con la TFI, un periodo durante il quale si è imbattuta in povertà, negligenza e indifferenza su grande scala. Come Fellow, si dedica anima e corpo alla missione di raggiungere equità nell’istruzione per tutti i bambini indiani. A volte, l’enormità del compito la fa quasi piangere, ma non si arrende mai: sente che nelle sue mani risiede il futuro dei suoi bambini. Quindi combatte la sua battaglia quotidiana: affronta il lungo viaggio fino alla scuola, le difficili condizioni, e ore e ore di meticolosa preparazione. 

 

Insieme ad Apoorva (sorella di Anoushka e mio angelo custode in questo viaggio), ho visitato la scuola e mi sono seduta nella sua classe. Anche prima di entrare nel cortile, era aparente che i suoi sforzi stavano dando frutti: siamo state immediatamente circondate da uno stuolo di bambini allegri, vispi e birichini, che ci hanno guardato come se fossero arrivate delle principesse; ognuno di loro ci ha accolto con un entusiastico “Ciao Didi”, ci ha stretto la mano, ci ha dato il cinque e anche la loro versione personale di una stretta di mano segreta. Alcuni di loro ci hanno abbracciato, altri ci hanno preso per mano e ci hanno portate su per le scale fino alla loro aula. 

Eravamo una grande novità, e sapendo per esperienza quanto sia difficile mantenere l’attenzione dei bambini, mi sentivo in colpa per aver portato tale confusione in classe. Anoushkha, tuttavia, è rimasta serena, lasciando sfumare l’effervescenza iniziale per alcuni minuti, per poi incoraggiarli piano piano a sedersi per poter iniziare la lezione. Una bacchetta magica non avrebbe potuto essere più efficace; i bambini ci lanciavano ancora delle occhiate curiose, ma si sono messi subito a lavorare. 

 

Questa è l’ora di RF, cioè Reading Fluency (in inglese). E’ da notare che questi bambini devono imparare come minimo ben tre lingue: il telugu, la loro lingua locale; l’hindi, la lingua nazionale; e l’inglese, che è la lingua franca che collega 1,3 miliardi di persone che parlano collettivamente circa 200 lingue. La Reading Fluency serve ad imparare come i gruppi di consonanti si combinano con le vocale per creare parole, e francamente non riesco a immaginare un soggetto più noioso (per quanto chiaramente necessario). Con Anoushkha, tuttavia, l’esercizio si trasforma in un gioco in cui i bambini lavorano in gruppi, mettendo insieme le lettere e imitando i suoni usando le loro braccia. In pochissimo tempo, i bambini sono felicemente assorti, costruendo parole, aiutandosi a vicenda, ridendo… Devo reprimere l’impulso di unirmi a loro!

 

“Una delle mie bambine ha 12 anni. Sua madre l’ha costretta ad abbandonare la scuola per prendersi cura del fratello minore, ma ora che è tornata voglio assicurarmi che torni in pista e si senta parte di questa famiglia.” commenta la giovane insegnante.

Mentre i bambini lavoravano, ho esplorato le pareti della classe, una testimonianza tangibile dei valori dell’insegnante e dei suoi sforzi per trasmetterli ai suoi allievi. Nelle parole del suo supervisore: 

“E’ semplicemente impossibile non notare la gioia che regna nella sua classe (…) I suoi bambini si sforzano di essere sempre gentili e onesti. Anoushka assegna a ciascuno dei compiti, a rotazione, e i bambini sono fieri del proprio ruolo. L’Angolo della gratitudine, dove i bambini riflettono su sé stessi, su ciò che hanno imparato e ciò per cui sono grati, è il miglior angolo della gratitudine che abbia visto da anni!”

Nell’aula accanto c’è un’altra Fellow. È arrivata meno di una settimana fa, sostituendo un altro insegnante che, incapace di gestire l’aula, si è dimesso nel bel mezzo dell’anno accademico. Sembra timida, e posso capirla: deve connettersi con la classe e recuperare una situazione altamente compromessa, ma sembra comunque avere la classe in mano, manifestando una leadership tranquilla ma efficace. Le altre aule sono vuote: poiché è sabato, gli insegnanti regolari hanno deciso di non venire (anche se dovrebbero); a quanto pare succede spessissimo, e nessuno dice o fa niente al riguardo.

La situazione è tutt’altro che facile, chiunque potrebbe sentirsi sopraffatto e alla fine abbandonare o sprofondare nell’apatia. I Fellows della TFI, invece, si considerano la soluzione al problema e si buttano anima e cuore. Non aspettano passivamente che il governo adempia alle sue responsabilità istituzionali, piuttosto si fanno carico della responsabilità individuale e entrano in azione. Forse non saranno in grado di cambiare l’intero sistema, almeno non da soli e non da un giorno all’altro; ma a Hyderabad, in India, ci sono almeno 45 bambini che grazie a loro possono aspirare a un’educazione che li libererà da una gara in cui sono stati etichettati come perdenti prima del via.

 * * *

Teach For India è una costola Teach for All, un’organizzazione internazionale impegnata a sviluppare una leadership collettiva per garantire a tutti i bambini l’opportunità di realizzare il loro potenziale. I nostri lettori italiani saranno lieti di apprendere che anche in Italia sta arrivando Teach for Italy!

 

 

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Un pensiero riguardo “L’impatto sociale misurato un bambino alla volta

  1. Bellissima iniziativa e grazie alla Prof.S.Pulino perché ha saputo farmi vivere la sua esperienza in India.
    Ogni bambino che viene accompagnato nel suo progetto di vita è un.grande dono per lui/lei e per ciascuno di noi
    Educare alla cittadinanza attiva e responsabile è compito anche delle istituzioni educative:l’educazione è la “porta”che apre al Buono al Bello al.Grande

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