Nel paese con il tasso di disoccupazione giovanile più alto dell’OCSE, non sorprende che i ventenni di oggi siano disorientati e si sentano frustrati quando il passaggio dalla laurea  all’avviamento della propria carriera dura più della laurea stessa – per la precisione, 5,9 anni per il 50% di loro. Il nuovo libro di Antonella Salvatore, “Stressati o sdraiati? Solo in cerca di lavoro“, è una “bussola” per tutti i giovani che vogliano affrontare il mondo del lavoro più preparati. Illuminante anche il dialogo con l’autrice durante la presentazione del libro, tenutasi presso la libreria IBS+ Libraccio a Roma sabato scorso.

Quando le parole perderanno il loro significato le persone perderanno la loro libertà. (Confucio)

Partire dalle parole

E’ importante per la Salvatore rivendicare il significato delle parole, iniziando dalla parola “lavoro”, che non è posto fisso, né timbrare un cartellino e poi andare a fare la spesa, né seguire istruzioni alla cieca. Nel libro si riscatta il valore del lavoro come opportunità di crescita professionale e personale, e come un diritto che va conquistato anche a dispetto dei fallimenti di sistema, con intelligenza, preparazione, e perseveranza.

Diversi livelli di responsabilità

Con sguardo lucido, l’autrice riconosce una forte crisi formativa e culturale, con istituzioni che non si sono messe al pari con i tempi, famiglie che peccano di eccessiva protezione, e ragazzi immobilizzati per mancanza di modelli di riferimento. Ma non si ferma alla critica, offre anche suggerimenti e soluzioni. Incoraggia i genitori ad aver fiducia nei loro figli: se sono stati ben indirizzati, non avranno bisogno di “raccomandazioni”, saranno loro stessi a crearsi le proprie opportunità. Le istituzioni, invece, dovrebbero lavorare insieme per creare sistema; offre l’esempio del settore agricolo: negli ultimi 5 anni il numero di iscritti alla facoltà di agraria è cresciuto del 35%… e il 73% di chi termina gli studi trova lavoro entro 12 mesi, con punte del 94% in Abruzzo!

Per i ragazzi, tanti, tantissimi spunti, partendo da un atteggiamento più proattivo che li renda imprenditori di sé stessi, che consenta loro di guardare al futuro con maggiore fiducia e di costruirsi la propria competitività in modo da poter affrontare le complessità di un mondo che cambia velocemente.

Passione

Nel suo lavoro, sia come docente sia come direttrice del Centro di Alta Formazione e Avviamento alla Carriera della John Cabot University, Salvatore ogni anno accompagna centinaia di ragazzi alla soglia verso il futuro. Ma non basta, vorrebbe di più, vorrebbe raggiungerli e aiutarli tutti, i giovani italiani.

Tanta passione nelle sue parole, anche per l’Italia che potremmo essere, un Italia che torni a riscoprire i valori che rendono forti le persone e che aiutano a costruire una società sana, in cui il benessere di ciascuno dei suoi componenti sia all’altezza di quel PIL che ci mette all’ottavo posto come potenza economica (ma che poi ci lascia fanalino di coda dell’OCSE per disoccupazione, abbandono della scuola, assenteismo e via dicendo).

L’arte “della fatica e della perseveranza”

Parla anche dell’arte della “fatica e della perseveranza” – nulla di vero si ottiene senza queste qualità. Non ha fatto allusioni autoreferenziali, non è nel suo stile, ma Antonella Salvatore è la dimostrazione che si può avere una vita professionalmente appagante, anche in Italia, anche senza raccomandazioni.

Nei cenni biografici forniti dal suo editore, Franco Angeli, si legge: Antonella Salvatore è stata direttore retail in aziende multinazionali e si è occupata di sviluppo del business in Italia e all’estero, aprendo filiali in Paesi esteri e colloquiando candidati in Italia e nei mercati internazionali. Dal 2010 si occupa di formazione e di orientamento al lavoro. È direttore del Centro di Alta Formazione e Avviamento alla Carriera della John Cabot University a Roma, dove insegna anche retailing e marketing. Il suo blog è un osservatorio sulla cultura del lavoro in Italia.”

Tuttavia queste poche righe non sono sufficienti a rivelare la “fatica e la perseveranza” che la Salvatore ha messo in campo, sempre. Quando capisce che vuole fare un cambio di rotta, è disposta a fare il pendolare tra Firenze (luogo di residenza) e Roma per mesi. Quando le viene affidato il Centro di Avviamento alla Carriera, non si accontenta di gestire ciò che già esisteva, e lo fa crescere in modo esponenziale, facendone uno dei fiori all’occhiello dell’ateneo. Per non parlare del Centro di Alta Formazione, che costruisce da zero, praticamente da sola e senza budget. E nel frattempo, impara, impara, impara: completa un MBA presso la Open University, prende un diploma in Management, e completa un Advanced Diploma in Human Resources presso la London School of Business and Finance.

Parla con i fatti più che con le parole, e se ora scrive è perché ha maturato tanta esperienza che vuole condividere con gli altri – con i giovani, affinché abbiano un futuro migliore, e con i meno giovani, per coinvolgerli nella costruzione di un sistema più equo.


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