Sono le sei del mattino a Dubai, e le tre a Roma, dovrei essere in un coma profondo. E invece, dopo una giornata galvanizzante alla Global Education and Skills Forum, il cervello va a mille e non riesco a dormire. Mentre mi preparo per la seconda giornata, rifletto sul dono dell’ubiquità; per riuscire a essere qui questo fine settimana senza venir meno ai miei impegni, avrei dovuto moltiplicarmi. Come fare?

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Alice felt even more indignant at this suggestion. “I mean,” she said, “that one can’t help growing older.” “One can’t, perhaps,” said Humpty Dumpty; “but two can. With proper assistance, you might have left off at seven.” (Looking-Glass 6.30-34)

Mi vengono alla mente le sagge parole di Humpty Dumpty in Alice attraverso lo specchio, quando Alice protesta che uno non può non invecchiare, e lui risponde “uno no, ma due sì”. Parafrasando, uno non può essere fisicamente in due luoghi allo stesso tempo, ma l’ubiquità, o almeno un suo equivalente, è raggiungibile se si ha una rete di supporto solida.

Nel mio caso, Joanne B. si è prestata ad andare in aula per me e aiutare i miei studenti a prepararsi per i pitch. Riccardo M. si è offerto di farmi ben due lezioni in modo da non perdere aula. Iva D. ha accettato di spostare l’evento di un giorno, nonostante ciò scombussolasse la sua fittissima agenda. E grazie a loro, come per magia, sono a Dubai, in una full immersion sui temi dell’educazione che daranno forma al nostro futuro e soprattutto a quello dei nostri figli.

Questi piccoli miracoli, che consentono di fare quel qualcosa in più che altrimenti sarebbe impossibile, sono pane quotidiano per le persone che sanno costruire rapporti che rendono il gruppo più forte della somma dei singoli individui. Non si tratta di semplici amicizie, o di contatti su Facebook o Linkedin, bensì di rapporti basati su tre pilastri fondamentali:

  1. Condivisione dei valori: le persone che fanno parte di una rete di supporto condividono valori fondamentali e comprendono le motivazioni intrinseche di ciascuno. Nel mio caso, Riccardo, Joanne e Iva si sono resi disponibili perché avevano un’idea chiarissima di quanto la partecipazione a questo Forum fosse importante per me per poter portare avanti i miei progetti.
  2. Fiducia: si riconosce implicitamente che le richieste fatte nei confronti degli altri membri del gruppo non saranno mai velleitarie o per fini contrari ai valori condivisi.
  3. Disponibilità: la contabilità dei ‘favori’ non avviene per partita doppia, non c’è necessariamente un immediato contro-favore, bensì una partita aperta in cui si cresce insieme, e i successi dell’altro diventano anche i propri.

 

Mi sembra importante soffermarsi un momento per fare queste considerazioni, riconoscere il contributo degli altri alle proprie conquiste, ed esprimere gratitudine a chi ci accompagna nei nostri percorsi. Mi sembra altrettanto importante trasmettere questi concetti ai nostri figli, affinché – senza negare i meriti dello spirito competitivo – sappiano anche valorizzare i rapporti umani e la collaborazione.

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