Deanna Lee, Contributor

Communications, Public Engagement, and Digital Strategist

(English version: Tinker, Tailor, Soldier… Entrepreneur!)

Sono felice di riferire che nel centro di Roma, lo spirito festivo e lo spirito d’iniziativa sono più che mai vivi nel cuore di un intraprendente gruppo di ragazzi che si sono dati il nome di “‘The Crazy Bears’… perché siamo un po’ pazzi!”, come dice Tobia. Sono anche intelligenti, scaltri e imprenditori di successo. E hanno 10 anni.

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Daniele, Edoardo, Federico, Michele, Tiziano e Tobia sono giovani startupper in KidsUP! Sotto la tutela di Silvia Pulino, Director dell’Institute for Entrepreneurship della John Cabot University, e docente di economia aziendale, hanno creato la loro azienda, partendo da un’idea e sviluppandone il design, la produzione, il marketing e la commercializzazione. L’anno scorso con i loro prodotti natalizi hanno raggiunto un ritorno sull’investimento di ben 300%.

Quest’anno, forti dell’esperienza pregressa, i Crazy Bears hanno navigato con passo sicuro le sfide della proposta valoriale e la catena del valore, producendo ornamenti creati con materiali riciclati – dando nuova vita a nastri, conchiglie e pigne che avevano messo da parte. “Sapere che questi materiali sono riciclati aggiunge valore per gli adulti,” mi confidano.

Il costo degli ornamenti, cinque euro a pezzo, è stato scelto con molta cura. “La gente potrebbe vedere il nostro prodotto, fatto a mano e con un bel packaging, e dire ‘Wow!'” dice Edoardo, “ma abbiamo deciso che a sei euro costerebbero troppo e i genitori ne comprerebbero di meno.

 

“Una “brillante intuizione,” commenta la professoressa Pulino, “che mi consente di parlare loro del concetto economico di curva della domanda, cioè del rapporto tra la quantità richiesta di un dato bene e il suo prezzo. Spiegato in termini semplici, naturalmente, ma è incredibile con quanta facilità assorbano un concetto che molti ventenni fanno fatica ad assimilare.”

 

La cosa più notevole dei Crazy Bears è come riescano a intrecciare l’imprenditoria con il gioco, senza soluzione di continuità; in effetti, il loro slogan è “impresa per gioco”. Mi chiedo in quale misura questa capacità, così difficile da raggiungere per gli adulti, sia determinante per il loro successo. Durante le sessioni di produzione e packaging, per esempio, hanno cantato “L’Amico è”. L’amicizia, spiega Daniele, è importante “perché se si lavora bene insieme, si ottengono migliori risultati.”
(Clicca qui per vedere il video su Youtube)
Si parla molto anche di valori, che comprendono il saper ascoltare, il rispetto, l’umiltà, la collaborazione e la perseveranza. “I profitti ve li dovete guadagnare,” ricorda loro la professoressa Pulino. (Troverete più dettagli sui principi che lei insegna sia ai bambini sia ai genitori, come ad esempio l’importanza del “fallimento produttivo”, sul blog di KidsUP!)
Come parte della loro ricerca, che comprendeva anche ottenere idee visive da Pinterest, ai ragazzi è stato affidato il compito di trovare i migliori fornitori per i materiali non riciclati. Per abbassare i costi di produzione, hanno chiesto (e ottenuto) degli sconti sulle buste color manila utilizzate per la confezione regalo.

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L’ultimo tocco è un foglietto informativo sull’azienda dei Crazy Bears, e su come hanno messo in campo “spirito di iniziativa, lavoro di squadra, pazienza e perseveranza.” Oh, e anche il logo, disegnato da loro stessi, naturalmente – “‘importantissimo’ affinché le persone conoscano noi e la nostra storia!”

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Quest’anno i Crazy Bears sono pronti per il loro momento magico, essendosi già assicurati molti ordini d’acquisto. Però stanno già guardando avanti. Prima di KidsUP! sognavano di diventare… architetto… artista… calciatore… politico e musicista. Ora, tutti senza eccezioni vogliono diventare startuppers. Anche se, dice Edoardo, rimane sempre aperta la possibilità di diventare un famoso chitarrista.

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Un pensiero riguardo “Giochiamo a… fare impresa!

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