Ci sono parole che, come i monumenti famosi, ci sfidano a guardare oltre le apparenze e arrivare alla loro anima. Nascoste nel dizionario o in piena vista su giornali e libri di testo, ostentano un significato apparente ma, pudiche, celano il loro vero valore.

Prendiamo ad esempio la parola “imprenditorialità”, che la affidabilissima Treccani definisce in questo modo:

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Caos o processo creativo?

Imprenditorialità  Insieme dei requisiti necessari per svolgere la funzione dell’imprenditore (➔), consistenti essenzialmente nella volontà e nella capacità di promuovere e organizzare un’impresa economica, insieme con la disponibilità ad affrontarne i rischi (➔ rischio p). Questa attitudine si manifesta nella ricerca di soluzioni originali o creative nella sfida o confronto con le altre imprese, incluso lo sviluppo o il miglioramento di prodotti o servizi, l’uso di nuove tecnologie e di nuove tecniche amministrative. 

Definizione senza dubbio corretta, e anche più esauriente di tante altre. Le parole chiave ci sono tutte: imprenditore, impresa economica, rischio, soluzioni originali, prodotti e servizi. Tuttavia, chiunque abbia cercato di realizzare un’impresa, di qualsiasi natura, sa che l’imprenditorialità va ben oltre, che il profitto è solo uno e spesso non il primo fattore che motiva all’azione.

Per ogni Marco Polo che si accinge ad affrontare pericoli indicibili per arrivare in Cina, per ogni Colombo che scruta l’orizzonte nella speranza di scorgere la terra, per ogni Leonardo che crea macchine che non voleranno mai solo perché riesce ad immaginarle, per ogni Michelangelo che vuole sprigionare un Mosé dalla roccia, ci sono centinaia, migliaia di eroi ignoti che con la stessa passione cercano di mettere in moto i propri progetti. Sognando probabilmente ricchezze e onori, ma soprattutto spinti da una molla creativa che non accetta barriere, dal desiderio di dar vita a qualcosa di bello, di grande, di importante. E non è forse questa la stessa molla che porta il più vivace dei bambini a passare ore costruendo dighe di sabbia, disegnando macchine fantastiche, ideando avventure eroiche?

Questo è ciò che vedo quando leggo la parola imprenditorialità, e lo spirito che vorrei destare, o meglio mantenere vivo, quando insegno ai bambini a fare impresa… sempre per gioco, perché il gioco è creatività pura.

 

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